mercoledì 1 novembre 2017

Per Gio...



Qualche domanda che mi ha fatto Gio per la sua tesi.........


D1.: “L’esperienza del viaggiare a piedi”: cosa significa per te?
Un viaggio a piedi per me è una metafora della vita
Non inizia con il primo passo ma con qualcosa di molto più astratto .
Un viaggio a piedi inizia con un sogno.
Poi adagio , adagio prende forma fino alla sua nascita.
Come la vita va vissuto in tutte le sue sfaccettature un lungo cammino è un amplificatore d’emozioni ,di tutte le emozioni anche quelle meno piacevoli come i dubbi e le paure .Come la vita stessa non ha fine , entra prepotentemente in noi , si radica , si sedimenta nel profondo risvegliando sentimenti e emozioni troppo spesso sopiti nella nostra parte più profonda
D2: In che modo, con che tipo di approccio secondo te si possono cercare di comprendere le caratteristiche naturali e sociali del territorio che si attraversa camminando?
Quando si cammina il tempo e lo spazio assumono valori completamente diversi , si dilatano , è incredibile… pare tutto rallentato.Si è totalmente immersi nel “ qui e ora “ si vive il territorio.Ogni volto , ogni valle che incrociamo si aprono ai nostri occhi con una luce diversa.Ogni passo è vissuto a volte anche sofferto.Pare quasi che la velocità viaggi di pari passo con la superficialità.
Più il mezzo che utilizziamo per spostarci è veloce meno siamo in contatto con la realtà che ci circonda .
D3: Secondo te come dovrebbe essere organizzato un viaggio a piedi perché non sia semplicemente un viaggio di evasione?
Le parole chiave sono autonomia - autosufficienza con un pizzico di …povertà.Usare il meno possibile le strutture turistiche ( alberghi, hotel, ristoranti ecc… ) e chiedere aiuto e accoglienza alle persone che incontriamo sul cammino. Si…viaggiare in semi- povertà . Questo ci dà la possibilità di entrare in contatto con la gente del luogo ,ci fa entrare nelle loro case , mangiare con loro , sentire i loro racconti le loro storie di vita ..bellissimo e soprattutto reale. Non è certo una dimensione costruita per dar piacere a un turista e la realtà del posto in cui ci troviamo .
D4: Cosa pensi di eventuali compagni in un viaggio a piedi? Li apprezzi oppure
“ingombrano”?
Viaggiar soli o in compagnia … son mondi completamente diversi . Da soli si è più esposti , non si dividono le emozioni. Se ci si trova in difficoltà e si ha paura non c’è nessuno con cui dividerla, io personalmente i primi giorni in solitudine faccio un po’ fatica poi ci si abitua e il senso di libertà che si prova è veramente incredibile. In compagnia occorre sapersi adattare alle esigenze altrui , spesso quando subentra la stanchezza o si è un po’ in crisi esce la parte “ peggiore “ di noi stessi .Non è facile… però è una grandissima occasione per unire e cementare rapporti e amicizie . La nostra società è basata sul “ io “ il mio viaggio, la mia prestazione sportiva ecc..Ragionare con il noi non è affatto semplice ma con un po’ di buona volontà si riescono a ottenere risultati incredibili. Non c’è nulla di più bello della condivisione .
D5: Che tipo di esperienze, delle molte che si possono fare nel corso di un viaggio a piedi, sei interessato a memorizzare al fine di una successiva condivisione? I luoghi visitati? Le persone incontrate? I sentimenti stimolati in te dall’esperienza del viaggio?
Direi che un viaggio a piedi è una bella macedonia di luoghi, persone , sentimenti in me non c’è una priorità di memorizzazione quando si torna ogni tanto affiora un luogo, un volto, un profumo forse il denominatore comune dei ricordi sono i sentimenti . Se non si prova nulla … non rimane nulla. Si… condividere i sentimenti mi piace è l’aspetto che più mi appartiene.
D6: Che strumenti usi per memorizzare le molteplici esperienze che fai nel corso di un tuo viaggio (diario scritto, foto, video, registrazioni di interviste, collezione di oggetti recuperati sul percorso, etc.etc.)? Con che modalità li usi?
La fotografia al momento è lo strumento che utilizzo di più. Mi piace l’idea di catturare un breve attimo irripetibile. Un qualcosa di estremamente piccolo e breve che racchiude in se un emozione “ lo scatto “
D7.: Come strumenti usi per relazionare e poi condividere l’esperienza del viaggio una volta tornato a casa (articolo, blog, proiezione pubblica,etc.etc)? Come assembli la tua relazione di viaggio?
Sto cercando di unire alla fotografia anche il suono. Mi interessa molto il legame suono- immagine
D8: Accompagnare in escursione un gruppo di persone su itinerari da te ideati è oggi in buona parte il tuo lavoro. Come descriveresti questa tua attività? In cosa consiste? Come si articola?
Direi che io sono un “ venditore d’emozioni “ il mio obbiettivo non è vendere quantità infinite di km e metri di dislivello ma risvegliare la voglia d’avventura .Stimolare la resilienza , far riscoprire la bellezza di camminar di notte nei boschi, riscoprire la forza del nostro corpo , attraversare crisi e paure per poi sentirsi liberi di andare.Dal punto di vista pratico io preparo e testo percorsi in ambiente naturale.Possono essere brevi tragitti di qualche km oppure viaggi di più giorni a seconda del grado di allenamento. Denominatore comune ?Emozionarsi e sognare a occhi aperti nuove avventure .

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